GUCON and RONCONI: integrated engineering serving the coatings industry
An Italian centre of excellence for industrial processing
In a continuously evolving industrial-plant market, the ability to harmonise different production processes through centralised engineering management is a decisive strength. The integration of RONCONI into GUCON, completed at the end of 2023, responds to this logic, creating an Italian centre of excellence capable of managing the entire operational flow, from raw-material handling and dosing to packaging of the finished product.
Bringing together two complementary businesses allows manufacturers in the chemical, paint, varnish and coatings sectors to rely on a single partner for the management of complex production lines, ensuring operational continuity and high technological standards.
From storage to packaging: an integrated technology offering
The integration of GUCON and RONCONI offers customised turnkey solutions for manufacturers of liquid, viscous, paste-like and powder formulations. The synergy covers the key stages of the process:
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Handling and storage of powders and liquids: GUCON, founded in 2007 in Poggio Rusco (Mantua), specialises in complex plants and customised engineering solutions designed around listening to customer needs, transparency and technical know-how. Its equipment range includes screw conveyors, aeromechanical and pneumatic conveyors, bucket elevators, mixers, big-bag emptying/filling systems and gravimetric dosing stations. Each system is sized with future increases in production or changes in raw materials also taken into account.
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Low-residue technology: Among GUCON’s innovations is its patent for screw conveyors equipped with an integrated cleaning system. This “low-residue” technology is fundamental for preventing contamination between batches and maximising plant flexibility during formulation changes.
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Packaging of liquid, viscous and paste-like products: RONCONI, founded in 1980 by Giuliano Ronconi in Fontanellato (Parma), has been transforming a passion for mechanics into precision packaging technology for more than 45 years. The company designs machines for filling products such as paints, varnishes, enamels, lubricants, solvents and adhesives into plastic or metal containers of every shape and size (cylindrical, conical, rectangular).
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Solutions for every format: The range includes semi-automatic or automatic gravimetric filling machines in the CSP and CALP series (for doses from 0.5 to 40 kg, also available in MID-approved versions), volumetric solutions in the CALV series (for doses from 100 cc to 5,000 cc) and CSP1500 systems for large formats such as drums and IBCs up to 1,500 kg. All machines can also be supplied with ATEX certification.
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Management of critical and customised applications: Machines designed to handle extremely fluid or viscous, foaming or paste-like products such as catalysts, fillers, detergents, plasters and adhesives. They can also handle free-flowing powders, including in combination with liquid filling on the same machine.
Service, calibration and precision in dosing processes
In addition to the supply of plants and machinery, operational continuity is supported by dedicated after-sales services. Assistance, maintenance and calibration activities are a central part of the integrated offering.
Both companies provide comprehensive commissioning, staff training and predictive-maintenance services for machinery and plants. Specifically for packaging lines, RONCONI verifies and optimises weighing platforms in accordance with legal specifications (OIML R61). This ensures that production remains within the prescribed calibration tolerances, reducing product waste and guaranteeing accuracy in gravimetric packaging processes.
A single partner for the future of industrial plant engineering
By combining the expertise of GUCON and RONCONI, manufacturing companies in the chemical, coatings and construction sectors have access to a single group capable of managing the full complexity of a production facility. The process begins with preliminary design tailored to customer requirements, continues through efficient project management and extends over time with preventive maintenance and technological upgrades to existing machinery.
For further information on the characteristics of the machinery and engineering solutions available, visit the official GUCON and RONCONI websites.
Our technicians look forward to welcoming you at Paint & Coatings Italy 2026 to show you our processing and packaging technologies in person: we invite you to visit our stand and register free for the event through the exhibition’s official channels.
Paint & Coatings Italy 2026
Meet GUCON e RONCONI at Paint & Coatings Italy 2026
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KRAHN guida la transizione sostenibile nel coating
1. Dal claim al dato: la normativa sposta l’attenzione dalle dichiarazioni generiche alle evidenze di prodotto
Per i produttori di pitture e coatings, la sostenibilità sta diventando sempre meno una dichiarazione generale a livello aziendale e sempre più una questione di dati concreti a livello di prodotto. In futuro, non sarà sufficiente comunicare ambizioni ambientali generiche: sarà necessario dimostrare, con evidenze misurabili, le prestazioni ambientali di singoli prodotti, formulazioni e soluzioni applicative.
Questa evoluzione è guidata soprattutto dal quadro normativo. Con l’EmpCo, a partire dal 27 settembre 2026, claim generici come “sostenibile”, “eco-friendly”, “green”, “biobased” o “climate neutral” saranno considerati pratiche di greenwashing se non saranno specifici, accurati e supportati da prove. In questo contesto, strumenti come LCA, Product Carbon Footprint e Environmental Product Declarations diventano fondamentali per trasformare la comunicazione sulla sostenibilità in una comunicazione documentata e verificabile.
Anche ESPR e Digital Product Passports indicano chiaramente la direzione del mercato: una crescente richiesta di dati strutturati, comparabili e digitali lungo tutta la catena del valore. Per le vernici che sono strettamente legate al settore delle costruzioni, questa tendenza è ancora più rilevante, perché pitture decorative, coatings, adesivi e sigillanti saranno sempre più esposti alle richieste della filiera edilizia.
2. Richieste dalla filiera: Clienti, tender e partner chiedono dati ambientali credibili
La pressione non arriva solo dalla normativa. Anche clienti, partner a valle, capitolati, tender e sistemi di certificazione degli edifici chiedono sempre più spesso informazioni ambientali documentate (LCA, EPD, PCF).
A volte queste richieste derivano direttamente dall’evoluzione regolatoria; in altri casi nascono da una maggiore attenzione alla sostenibilità da parte dei clienti stessi. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: i produttori devono essere in grado di rispondere in modo più preciso, trasparente e coerente alle domande del mercato.
Questo crea un’esigenza pratica molto chiara: disporre di dati affidabili a livello di prodotto. I produttori devono sapere cosa contiene una formulazione, da dove deriva l’impatto ambientale, quali materie prime contribuiscono maggiormente al carbon footprint e quali scelte formulative possono generare un miglioramento reale, evitando di spostare semplicemente l’impatto da una categoria ambientale a un’altra.
3. LCA, PCF ed EPD come leva competitiva: cosa può fare KRAHN.
La Life Cycle Assessment aiuta a identificare i veri punti critici ambientali nelle formulazioni di pitture e coatings. In questi prodotti, una parte significativa dell’impatto può derivare da binders, pigmenti, additivi, solventi e packaging. LCA permette di rendere visibili questi contributi e di confrontare alternative formulative non solo sulla base di intuizioni o singoli attributi, ma con una visione più completa del ciclo di vita.
In questo senso, LCA, PCF ed EPD non sono solo strumenti di compliance. Possono supportare decisioni migliori di eco-design, mostrando se la sostituzione di una materia prima, di un fornitore, di un sistema solvente, di un formato di packaging o di un requisito prestazionale genera davvero un miglioramento complessivo dell’impatto ambientale, mantenendo allo stesso tempo fattibilità tecnica e performance del prodotto.
Anche dove non sono ancora obbligatori, PCF ed EPD possono diventare strumenti utili per prepararsi al mercato. Consentono di rispondere più rapidamente alle richieste di dati, aumentare la trasparenza e dimostrare in modo credibile l’impegno verso soluzioni più sostenibili.
KRAHN può supportare i clienti combinando competenza formulativa, accesso ai dati chimici, conoscenza regolatoria e capacità legate a LCA ed EPD. Questo posizionamento consente di andare oltre il ruolo di semplice consulente: KRAHN può aiutare i produttori a misurare, comprendere, migliorare e comunicare l’impatto ambientale dei propri prodotti. Inoltre, grazie al proprio portafoglio di materie prime e soluzioni, KRAHN può contribuire allo sviluppo di formulazioni con un’impronta ambientale più contenuta, partendo dai risultati dell’analisi LCA.
Vi aspettiamo il 28 e 29 Ottobre al nostro stand 404 per discutere con voi del servizio LCA che Krahn può offrirvi, per prepararsi al meglio ai requisiti futuri richiesti dalle normative e per individuare un percorso credibile e sostenibile dei vostri prodotti
Paint & Coatings Italy 2026
Incontra KRAHN allo stand 404
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From Raw Materials to Quality Control: An Integrated Approach to Formulation Development
Formulation priorities in the coatings sector
The development of paints and coatings today requires an increasingly delicate balance between performance, sustainability, regulatory compliance, production stability and economic competitiveness.
A formulation may include resins, pigments, fillers, rheology modifiers, dispersants, wetting agents, defoamers, biocides, waxes and numerous other functional additives. Each component performs a specific role and interacts with the entire system.
For this reason, the replacement of a single raw material, whether due to regulatory, technical, economic or availability requirements, cannot be assessed in isolation. An alternative with the same formulation function can alter viscosity, stability, wetting, gloss, film formation and application behaviour.
Looking at the formulation as a whole
The growing complexity of formulation systems makes a cross-functional approach essential.
Value lies not only in in-depth knowledge of a single product family, but also in the ability to understand the relationships between different components and assess the effect that each change can have on the entire formulation.
This overall view helps Research & Development teams identify compatible alternatives, reduce the number of uninformative trials and address more quickly the issues that may arise during development, industrial validation or scale-up.
The aim is not to replace the specialisation of individual manufacturers, but to connect expertise, technologies and raw materials within a coherent formulation project.
The value of technical consultancy
In this context, the specialist distributor is increasingly called upon to play a strategic role.
Product availability and logistical efficiency are complemented by technical consultancy, application knowledge and the ability to collaborate with customers’ laboratories and raw-material manufacturers.
A widespread presence across the country makes it possible to understand application needs quickly, follow projects over time and facilitate dialogue between the different areas of expertise involved.
This is the model followed by URAI’s Coatings Business Unit. (https://www.urai.it/prodotti-chimici-per-lindustria/prodotti/)
Thanks to a network of technical sales specialists distributed throughout Italy, URAI supports its customers’ Research & Development, Production and Quality Control departments every day with a consultative approach focused on building long-term partnerships.
A broad portfolio for a complete view of formulation
URAI’s Coatings Business Unit has a portfolio capable of covering more than 80% of the main raw-material families used in paint and coatings formulations.
This represents more than simply the breadth of the offering. It makes it possible to approach formulation with an overall view, assessing possible interactions between different product families and supporting the customer in finding the most effective formulation balance.
Resins, rheology modifiers, dispersants, wetting agents, defoamers, biocides, waxes, pigments, fillers and other chemical specialities make it possible to develop technical proposals that are consistent with the customer’s application, performance and regulatory objectives.
The breadth of the portfolio therefore becomes a tool supporting consultancy, capable of connecting formulation requirements, regulatory constraints, sustainability and process conditions.
From formulation to quality control
Coating development does not end with the selection of raw materials.
Performance verification, quality consistency, rheological control and colour reproducibility are fundamental to successfully transferring a formulation from the laboratory to industrial production.
For this reason, URAI integrates the expertise of its Coatings Business Unit with that of its Scientific Instruments Division, offering instruments dedicated to material characterisation, performance analysis and quality control. https://www.urai.it/apparecchiature-e-strumenti-da-laboratorio/prodotti/
This also includes Color WorkDesk (CWD) solutions dedicated to colour measurement. The offering includes proprietary software for managing colorimetry, colour formulations and quality control, together with CWD-branded benchtop and portable spectrophotometers.
The integration of measurement instruments and software makes it possible to centralise and share data between the laboratory, production and technical support, improving traceability, efficiency and process reproducibility.
Different expertise, one objective
The development of a coating is the result of collaboration between raw-material manufacturers, Research & Development laboratories, production technicians, quality-control managers and technology partners.
True value comes from the ability to connect these areas of expertise, share information and approach formulation as a complex and interconnected system.
In this context, URAI’s Coatings Business Unit provides formulation expertise, a portfolio of chemical specialities covering more than 80% of the main raw-material families used in coatings, and an integrated range of instruments and solutions dedicated to quality control and colorimetry.
An approach that makes it possible to support the customer throughout the entire journey, from the formulation idea through to validation of the finished product.
We look forward to welcoming you at Paint & Coatings Italy 2026 to discuss the sector’s new challenges and explore the value of an integrated approach to formulation and quality control.
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Dalla materia prima al controllo qualità: un approccio integrato allo sviluppo delle formulazioni
Le priorità della formulazione nel settore coatings
Lo sviluppo di pitture e rivestimenti richiede oggi un equilibrio sempre più delicato tra prestazioni, sostenibilità, conformità normativa, stabilità produttiva e competitività economica.
Una formulazione può comprendere resine, pigmenti, cariche, modificatori reologici, disperdenti, bagnanti, antischiuma, biocidi, cere e numerosi altri additivi funzionali. Ogni componente svolge un ruolo preciso e interagisce con l’intero sistema.
Per questo motivo, la sostituzione di una singola materia prima, dovuta a esigenze normative, tecniche, economiche o di disponibilità, non può essere valutata in modo isolato. Un’alternativa con la stessa funzione formulativa può modificare viscosità, stabilità, bagnatura, brillantezza, formazione del film e comportamento applicativo.
Guardare alla formulazione nel suo insieme
La crescente complessità dei sistemi formulativi rende fondamentale un approccio trasversale.
Il valore non consiste soltanto nella conoscenza approfondita di una singola famiglia di prodotti, ma anche nella capacità di comprendere le relazioni tra i diversi componenti e di valutare l’effetto che ogni modifica può generare sull’intera formulazione.
Questa visione d’insieme aiuta i reparti Ricerca & Sviluppo a individuare alternative compatibili, ridurre il numero di prove non significative e affrontare con maggiore rapidità le criticità che possono emergere durante lo sviluppo, la validazione industriale o lo scale-up.
Non si tratta di sostituire la specializzazione dei diversi produttori, ma di mettere in relazione competenze, tecnologie e materie prime all’interno di un progetto formulativo coerente.
Il valore della consulenza tecnica
In questo contesto, il distributore specializzato è chiamato a svolgere un ruolo sempre più strategico.
Alla disponibilità dei prodotti e all’efficienza logistica si affiancano la consulenza tecnica, la conoscenza delle applicazioni e la capacità di collaborare con i laboratori dei clienti e con i produttori di materie prime.
Una presenza capillare sul territorio nazionale consente di comprendere rapidamente le esigenze applicative, seguire i progetti nel tempo e facilitare il confronto tra le diverse competenze coinvolte.
È su questo modello che opera la Business Unit Coatings di URAI. (https://www.urai.it/prodotti-chimici-per-lindustria/prodotti/)
Grazie a una rete di tecnici commerciali distribuita su tutto il territorio italiano, URAI affianca quotidianamente i reparti Ricerca & Sviluppo, Produzione e Controllo Qualità dei propri Clienti xon un approccio consulenziale orientato alla costruzione di partnership durature.
Un portafoglio ampio per una visione completa della formulazione
La Business Unit Coatings di URAI dispone di un portafoglio in grado di coprire oltre l’80% delle principali famiglie di materie prime impiegate nelle formulazioni per pitture e rivestimenti.
Questo non rappresenta soltanto l’ampiezza dell’offerta, ma consente di affrontare la formulazione con una visione complessiva, valutando le possibili interazioni tra le diverse famiglie di prodotti e supportando il cliente nella ricerca dell’equilibrio formulativo più efficace.
Resine, modificatori reologici, disperdenti, bagnanti, antischiuma, biocidi, cere, pigmenti, cariche e altre specialità chimiche permettono infatti di sviluppare proposte tecniche coerenti con gli obiettivi applicativi, prestazionali e normativi del cliente.
L’ampiezza del portafoglio diventa così uno strumento a supporto della consulenza, capace di mettere in relazione esigenze formulative, vincoli normativi, sostenibilità e condizioni di processo.
Dalla formulazione al controllo qualità
Lo sviluppo di un coating non termina con la selezione delle materie prime.
La verifica delle prestazioni, la costanza qualitativa, il controllo reologico e la riproducibilità del colore sono elementi fondamentali per trasferire con successo una formulazione dal laboratorio alla produzione industriale.
Per questo motivo URAI integra le competenze della Business Unit Coatings con quelle della Divisione Apparecchiature Scientifiche, offrendo strumenti dedicati alla caratterizzazione dei materiali, all’analisi delle prestazioni e al controllo qualità. https://www.urai.it/apparecchiature-e-strumenti-da-laboratorio/prodotti/
In questo ambito si inseriscono anche le soluzioni Color WorkDesk (CWD) dedicate alla colorimetria. L’offerta comprende software proprietari per la gestione della colorimetria, delle formulazioni colore e del controllo qualità, insieme a spettrofotometri da banco e portatili a marchio CWD.
L’integrazione tra strumenti di misura e software consente di centralizzare e condividere i dati tra laboratorio, produzione e assistenza tecnica, migliorando tracciabilità, efficienza e riproducibilità dei processi.
Competenze diverse, un unico obiettivo
Lo sviluppo di un coating è il risultato della collaborazione tra produttori di materie prime, laboratori di Ricerca & Sviluppo, tecnici di produzione, responsabili del controllo qualità e partner tecnologici.
Il vero valore nasce dalla capacità di far dialogare queste competenze, condividere informazioni e affrontare la formulazione come un sistema complesso e interconnesso.
In questo scenario, la Business Unit Coatings di URAI mette a disposizione competenze formulative, un portafoglio di specialità chimiche che copre oltre l’80% delle principali famiglie di materie prime utilizzate nei coatings e un’offerta integrata di strumenti e soluzioni dedicate al controllo qualità e alla colorimetria.
Un approccio che consente di affiancare il cliente lungo tutto il percorso, dall’idea formulativa fino alla validazione del prodotto finito.
Vi aspettiamo a Paint & Coatings Italy 2026 per confrontarci sulle nuove sfide del settore e approfondire il valore di un approccio integrato alla formulazione e al controllo qualità.
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Bespoke equipment for adhesive and sealant manufacturing
From material complexity to tailored engineering solutions
The continuous search for more effective and environmentally friendly products in the adhesive and sealant industry requires manufacturing equipment to evolve accordingly. The behaviour of high-viscosity fluids, such as non-Newtonian shear-thinning fluids (pseudoplastic and thixotropic) requires ad hoc laboratory assessment to identify the specific rheology.
New materials mean new process parameters, like maximum pressure applicable to the product, controlled temperature (cooling or heating in the specific time window) and precise control of additives like pigments and/or catalysts.
Despite having established a detailed database of material features over the years, this can only be the starting point in the design of new equipment. Not only the formulation, but also the geometry dictated by a smaller/larger batch will have an effect on the machine design.
Characterization of the fluid rheology during mixing (i.e. from powder to fluid), pumping and filling plus the associated thermal management are key features for the design engineer. The correct sizing of the equipment ensures reliability in high cadence production environment; however, this is not the only goal: energy efficiency (i.e. optimal use of resources) is a common target to minimize the carbon footprint and running cost.
Innovation and flexibility in bespoke equipment development
All this requires a machine designed around the specific product and at Turello we are proud to provide the customer with fully customized equipment.
In a fast paced-industry, time is of the essence and no one can afford to wait (or pay) a complete redesign of new equipment from scratch and does not want to run the risk of operating a unique machine with indefinite timing in case of spare parts requirements. The solution implemented by our engineering team is a modular approach, like the building blocks: basic elements that can be combined in different way leading to unique features. Recently implemented AI-based tools accelerate the identification of the basic layout in relation to type of product, batch volumes and rheological curve. Advance design like structural and hydraulic load are performed and verified by our engineers.
Our 40,000 kg of spare components in the vertical warehouse and highly qualified technicians enable us to support the operating equipment around the globe.
The request for bespoke equipment is not triggered only by new products: there are many cases where space constraints and growing production demand require changes to the manufacturing processes. Installations like the TPM and the associated line have been the “vertical” answer to the increasing production capacity within a confined footprint, maximizing the quantity of product produced per square metre occupied.
Quality, know-how and customer support throughout the machine lifecycle
Experience and specialized know-how are essential in the design and construction of bespoke equipment. The entire project requires attention to detail during each step, from preparing the initial proposal to the transport arrangements. Continuous training and development of the team is needed to produce outstanding machines. Internal and external coaching sessions followed by project-specific experience are the foundation for any new starter: sharing lessons learned and failure mode analysis are invaluable tools for everyone in the company. Partnership with colleges and universities is an opportunity to attract rising stars and establish an engineering legacy.
Robust quality protocols and procedures must be deployed through the factory: full compliance with the project specification requires detailed records of all the components used. The final test performed at customer acceptance stage is only the end of a disciplined journey: daily process audits are performed to ensure and maintain the required standards.
Every machine must pass a series of tests specifically designed to validate key functions during the operating cycle and potential malfunctions due to operator errors or component failure (i.e. hose burst, electrical fault and similar events).
Each machine will not process the same product for its entire life, so it is important to have the possibility to upgrade or revamp the equipment over time while limiting capital expenditure. A close collaboration with customers is essential and the involvement of our engineers in the entire production cycle from the beginning is the key to success.
Although “bespoke” might be associated with revolutionary design, Turello’s focus is on evolution: we want to build innovative equipment without compromising the reliability and robustness required by the industries we serve. Tailored machines are the result of a methodical approach combined with the ability to integrate existing, validated components with innovative solutions.
To discover how our solutions can support your manufacturing processes, we look forward to welcoming you at Stand 452 during Paint & Coatings Italy on October 28–29 at Allianz MiCo in Milan.
TPM – Turello Press Mixer
Paint & Coatings Italy 2026
Meet Turello at stand 452
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Impianti su misura per la produzione di adesivi e sigillanti
Dalla complessità dei materiali a soluzioni ingegneristiche personalizzate
La continua ricerca di prodotti più efficaci e più rispettosi dell’ambiente nel settore degli adesivi e dei sigillanti richiede che anche gli impianti produttivi evolvano di conseguenza. Il comportamento dei fluidi ad alta viscosità, come i fluidi non newtoniani shear-thinning (pseudoplastici e tissotropici), richiede valutazioni di laboratorio ad hoc per identificarne la specifica reologia.
Nuovi materiali significano nuovi parametri di processo, come la pressione massima applicabile al prodotto, la temperatura controllata (raffreddamento o riscaldamento nella specifica finestra temporale) e il controllo preciso di additivi come pigmenti e/o catalizzatori.
Pur avendo costruito negli anni un database dettagliato delle caratteristiche dei materiali, questo può rappresentare soltanto il punto di partenza nella progettazione di nuovi impianti. Non solo la formulazione, ma anche la geometria determinata da un lotto più piccolo o più grande avrà un effetto sulla progettazione della macchina.
La caratterizzazione della reologia del fluido durante la miscelazione (ad esempio dal passaggio da polvere a fluido), il pompaggio e il riempimento, insieme alla relativa gestione termica, sono aspetti fondamentali per il progettista. Il corretto dimensionamento dell’impianto garantisce affidabilità in ambienti produttivi ad alta cadenza; tuttavia, questo non è l’unico obiettivo: l’efficienza energetica (ovvero l’uso ottimale delle risorse) è un obiettivo comune per ridurre al minimo l’impronta di carbonio e i costi di esercizio.
Innovazione e flessibilità nello sviluppo di impianti su misura
Tutto questo richiede una macchina progettata attorno al prodotto specifico e in Turello siamo orgogliosi di offrire al cliente impianti completamente personalizzati.
In un settore dal ritmo rapido, il tempo è essenziale e nessuno può permettersi di attendere (o pagare) una riprogettazione completa di un nuovo impianto da zero, né vuole correre il rischio di gestire una macchina unica con tempistiche indefinite in caso di necessità di ricambi. La soluzione adottata dal nostro team di ingegneria è un approccio modulare, simile ai mattoncini da costruzione: elementi di base che possono essere combinati in modi diversi dando origine a caratteristiche uniche. Strumenti basati sull’intelligenza artificiale, implementati di recente, accelerano l’identificazione del layout di base in relazione al tipo di prodotto, ai volumi di lotto e alla curva reologica. Progettazioni avanzate, come i carichi strutturali e idraulici, vengono eseguite e verificate dai nostri ingegneri.
I nostri 40.000 kg di componenti di ricambio nel magazzino verticale e i tecnici altamente qualificati ci permettono di supportare gli impianti operativi in tutto il mondo.
La richiesta di impianti su misura non nasce soltanto da nuovi prodotti: esistono molti casi in cui i vincoli di spazio e la crescente domanda produttiva richiedono modifiche ai processi di produzione. Installazioni come il TPM e la linea associata hanno rappresentato la risposta “verticale” all’aumento della capacità produttiva all’interno di uno spazio limitato, massimizzando la quantità di prodotto realizzata per metro quadrato occupato.
Qualità, know-how e supporto al cliente lungo tutto il ciclo di vita della macchina
Esperienza e know-how specialistico sono essenziali nella progettazione e costruzione di impianti su misura. L’intero progetto richiede attenzione ai dettagli in ogni fase, dalla preparazione della proposta iniziale fino all’organizzazione del trasporto. La formazione continua e lo sviluppo del team sono necessari per realizzare macchine di eccellenza. Sessioni di coaching interne ed esterne, seguite da esperienza specifica sui progetti, costituiscono la base per ogni nuovo collaboratore: la condivisione delle lezioni apprese e l’analisi delle modalità di guasto sono strumenti preziosi per tutti in azienda. La collaborazione con istituti e università rappresenta un’opportunità per attrarre nuovi talenti e costruire una continuità ingegneristica.
In tutto lo stabilimento devono essere applicati solidi protocolli e procedure di qualità: la piena conformità alle specifiche di progetto richiede registrazioni dettagliate di tutti i componenti utilizzati. Il test finale eseguito nella fase di accettazione da parte del cliente rappresenta soltanto la conclusione di un percorso disciplinato: vengono eseguiti audit quotidiani di processo per garantire e mantenere gli standard richiesti.
Ogni macchina deve superare una serie di test specificamente progettati per validare le funzioni chiave durante il ciclo operativo e i potenziali malfunzionamenti dovuti a errori dell’operatore o guasti dei componenti (ad esempio rottura di un tubo, guasto elettrico ed eventi simili).
Ogni macchina non lavorerà lo stesso prodotto per tutta la propria vita, quindi è importante avere la possibilità di aggiornare o rinnovare l’impianto nel tempo limitando gli investimenti di capitale. Una stretta collaborazione con i clienti è essenziale e il coinvolgimento dei nostri ingegneri nell’intero ciclo produttivo fin dall’inizio è la chiave del successo.
Sebbene il termine “su misura” possa essere associato a un design rivoluzionario, l’attenzione di Turello è rivolta all’evoluzione: vogliamo costruire impianti innovativi senza compromettere l’affidabilità e la robustezza richieste dai settori che serviamo. Le macchine personalizzate sono il risultato di un approccio metodico combinato con la capacità di integrare componenti esistenti e validati con soluzioni innovative.
Per scoprire come le nostre soluzioni possono supportare i vostri processi produttivi, vi aspettiamo allo stand 452 durante Paint & Coatings Italy, il 28 e 29 ottobre ad Allianz MiCo, Milano.
TPM – Turello Press Mixer
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From the Sea to Colour: The Chemistry You Don’t See
A freshly painted wall. A coloured plastic bottle on a shelf. A printed label that does not fade after months in a shop window. None of this happens by chance: behind every surface we see there is a chemical decision made much earlier, often by someone who has never held a paintbrush. It is the choice of the right raw material: the resin, the pigment, the additive determine whether a colour will last, whether a paint will resist, whether a coating will really do its job.
It is invisible chemistry, but far from random. And sometimes its roots are more surprising than one might imagine.
A route that begins at the Port of Genoa
Soconomar did not begin in a laboratory, but on a quay. Founded in Genoa in 1951 by the De Michelis family, now in its third generation of company leadership, its initial business was the import of raw materials for the steel and chemical industries, alongside a maritime brokerage service aimed precisely at those who used those raw materials. The sea, even before colour, is the true origin of this story.
From the 1970s onwards, imports progressively expanded to resins, pigments, wax emulsions, additives and masterbatches, following the evolution of an Italian chemical industry that was discovering new application sectors: paints, coatings, plastics, inks, leather finishing, paper converting and adhesives. It is the same journey that many coating supply chains are retracing today: from material suppliers to technical partners capable of guiding formulation choices.
The invisible chemistry that decides everything
A poorly chosen pigment can undo months of product development. A resin that is incompatible with a rheological additive can turn a promising formulation into a batch that has to be discarded. Anyone working with coating formulation every day knows this well: the difference between a product that works and one that disappoints is often determined at raw-material level, even before the process itself.
Binder resins, organic and inorganic pigments, fillers, dispersants, rheological agents, defoamers and water repellents: each of these components has a precise role in the final balance of the coating, including adhesion, chemical resistance, colour yield, light stability and application workability. Working competently across these variables, for sectors as different as paints, plastics, inks, leather, paper and adhesives, requires broad knowledge that few distributors can offer with the same depth.
Sustainability is not a label, it is a formula
In the coatings world, sustainability is played out almost entirely at raw-material level. Water-based systems instead of solvent-based solutions, heavy-metal-free pigments, biodegradable additives, low- or zero-VOC formulations: these are not marketing choices, but chemical decisions made at the formulation bench, long before the product reaches the market.
A concrete example comes from the world of polymerisation, where new generations of polymers, recycled or from renewable sources: products that combine reduced environmental impact with application reliability, responding to the needs of a market that demands both sustainability and continuity of production. Staying up to date with these innovations, testing them and proposing them to customers with technical understanding is part of the value that a specialist distributor can offer, going beyond the simple supply of materials.
The laboratory: where theory meets colour
No raw material enters production without first being put to the test. Soconomar’s in-house laboratory is dedicated precisely to this: coating formulation and the analysis of pigments and dyes through accurate colorimetric testing, to ensure consistent performance in every application. The work includes the development of customised solutions, analysis of pigment performance in different grinding vehicles and thorough evaluation of additives to understand their real impact on the stability and performance of the final formulation.
This is where distribution stops being a simple transfer of material and becomes technical consultancy: valuable support when dealing with complex specifications, introducing a new raw material into an established formulation, or simply trying to explain a colour-performance defect that seems to have no origin.
Next stop: Paint & Coatings Italy 2026
From the Port of Genoa to the benches of a formulation laboratory, Soconomar’s journey clearly reflects how the role of the raw-material distributor has evolved: from importer to a partner that supports, tests and proposes solutions, with the same technical attention today as in the past. The laboratory and in-house technical support remain at the heart of this approach, available to anyone who wants to turn a formulation idea into a reliable product.
We look forward to welcoming you at our stand 728 at Paint & Coatings Italy 2026 to discuss it in person. Registration for the exhibition is free. For more information, visit our website.
Paint & Coatings Italy 2026
Meet Soconomar at stand 728
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Una parete appena dipinta. Un flacone di plastica colorata sullo scaffale. Un’etichetta stampata che non si scolorisce dopo mesi in vetrina. Nulla di tutto questo accade per caso: dietro ogni superficie che vediamo c’è una decisione chimica presa molto prima, spesso da qualcuno che non ha mai tenuto in mano un pennello. È la scelta della materia prima giusta: la resina, il pigmento, l’additivo, sono a determinare se un colore terrà, se una vernice resisterà, se un rivestimento farà davvero il suo lavoro.
È una chimica invisibile, ma tutt’altro che casuale. E a volte le sue radici sono più sorprendenti di quanto si immagini.
Una rotta che parte dal porto di Genova
Soconomar non nasce in un laboratorio, ma su una banchina. Fondata a Genova nel 1951 dalla famiglia De Michelis, oggi alla terza generazione alla guida dell’azienda, l’attività iniziale era l’importazione di materie prime per l’industria siderurgica e chimica, affiancata da un servizio di brokeraggio marittimo rivolto proprio a chi quelle materie prime le utilizzava. Il mare, prima ancora del colore, è la vera origine di questa storia.
A partire dagli anni ’70 le importazioni si allargano progressivamente a resine, pigmenti, emulsioni cerose, additivi e masterbatch, seguendo l’evoluzione di un’industria chimica italiana che stava scoprendo nuovi settori applicativi: pitture, vernici, materie plastiche, inchiostri, finissaggio della pelle, cartotecnica, adesivi. È lo stesso percorso che, oggi, molte filiere del settore coating stanno ripercorrendo: da fornitori di materiale a partner tecnici capaci di orientare le scelte formulative.
La chimica invisibile che decide tutto
Un pigmento scelto male può vanificare mesi di sviluppo prodotto. Una resina non compatibile con l’additivo reologico può trasformare una formulazione promettente in un lotto da scartare. Chi lavora ogni giorno con la formulazione di coating lo sa bene: la differenza tra un prodotto che funziona e uno che delude si gioca spesso a livello di materia prima, prima ancora che di processo.
Resine leganti, pigmenti organici e inorganici, cariche, disperdenti, agenti reologici, antischiuma, idrorepellenti: ognuno di questi componenti ha un ruolo preciso nell’equilibrio finale del coating: adesione, resistenza chimica, resa cromatica, stabilità alla luce, lavorabilità in fase applicativa. Muoversi con competenza tra queste variabili, per settori diversi come pitture, plastica, inchiostri, pelle, carta e adesivi, richiede una conoscenza trasversale che pochi distributori possono offrire con la stessa profondità.
La sostenibilità non è un’etichetta, è una formula
Il tema della sostenibilità, nel mondo dei coating, si gioca quasi interamente a livello di materia prima. Sistemi a base acqua al posto di soluzioni solvent-based, pigmenti privi di metalli pesanti, additivi biodegradabili, formulazioni a basso o nullo contenuto di VOC: non sono scelte di marketing, ma decisioni chimiche che si prendono al banco di formulazione, molto prima che il prodotto arrivi sul mercato.
Un esempio concreto arriva dal mondo della polimerizzazione, dove le nuove generazioni di polimeri, riciclati o da fonti rinnovabili: prodotti che coniugano riduzione dell’impatto ambientale e affidabilità applicativa, rispondendo alle esigenze di un mercato che chiede al tempo stesso sostenibilità e continuità produttiva. Restare aggiornati su queste innovazioni, testarle e proporle ai clienti con cognizione tecnica è parte del valore che un distributore specializzato può offrire, andando oltre la semplice fornitura di materiali.
Il laboratorio: dove la teoria incontra il colore
Nessuna materia prima entra in produzione senza essere prima messa alla prova. Il laboratorio interno di Soconomar è dedicato proprio a questo: formulazione di coating e analisi di pigmenti e coloranti attraverso test colorimetrici accurati, per garantire prestazioni costanti in ogni applicazione. Un lavoro che comprende lo sviluppo di soluzioni personalizzate su misura, l’analisi della resa dei pigmenti nei diversi veicoli di macinazione e la verifica approfondita degli additivi, per capirne l’impatto reale su stabilità e performance della formula finale.
È qui che la distribuzione smette di essere un semplice passaggio di materiale e diventa consulenza tecnica: un supporto prezioso quando si affrontano capitolati complessi, si introduce una nuova materia prima in una formulazione consolidata, o semplicemente si cerca una spiegazione a un difetto di resa cromatica che sembra non avere origine.
Prossima fermata: Paint & Coatings Italy 2026
Dal porto di Genova ai banchi di un laboratorio di formulazione, la strada di Soconomar racconta bene come si è evoluto il ruolo del distributore di materie prime: da chi importa a chi affianca, testa e propone soluzioni, con la stessa attenzione tecnica ieri come oggi. Il laboratorio e il supporto tecnico interno restano il cuore di questo approccio, a disposizione di chi vuole trasformare un’idea di formulazione in un prodotto affidabile.
Vi aspettiamo al nostro stand 728 a Paint & Coatings Italy 2026 per parlarne di persona. La registrazione alla fiera è gratuita. Per maggiori informazioni visitate il nostro sito.
Paint & Coatings Italy 2026
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Unique Organosilicone Products for PFAS Replacement
As the coatings industry searches for effective PFAS-free technologies, organosilicones are emerging as promising alternatives for reducing surface tension, improving water repellency and supporting oil-resistant performance.
Bob Ruckle, Seung-Tong Cheung and Yanjun Luo
Siltech Corporation, 225 Wicksteed Avenue, Toronto, ON, Canada
Introduction
Perfluoroalkyl substances (PFAS) have long been under scrutiny by regulatory agencies in the US and EU. Being chemically and thermally stable, there are limited chemical degradation pathways available for PFAS. Being synthetic there is no natural biochemical pathway for nature to digest these materials. Therefore, they tend to build up in nature.
The argument against removing all PFAS compounds is that not all PFAS are equal in terms of exposure or possible toxicity. Some PFAS are low risk and highly irreplaceable.
The American Chemical Society managed website is a great resource for gaining more detail in this debate.
Many end users are currently searching for alternatives. This is not trivial as PFAS offer unique properties and performances. PFAS materials provide surface tension reduction, coefficient of friction reduction, hydrophobicity, oleophobicity, and chemical stability. Previously, we reported that silicones are an excellent option to consider for applications which rely on any first three of these properties.
What remains is oleophobicity, perhaps the most difficult property of PFAS compounds to emulate. Simple organosilicone treatments are usually relatively ineffective at providing this oleophobicity.
PFAS-free oleophobic materials are being developed by many teams. To date, the solutions are generally more complicated and not as effective as using PFAS. High exposure applications were the first to react to PFAS regulations and market pull. As an example, the fast-food packaging industry has removed PFAS from nearly all their packaging. The new approaches rely largely on paper treated with various high molecular weight (often biobased) polymers.
The paper companies also use proprietary techniques to improve their fiber performance.
The less impervious paper products provide sufficient oleophobicity for that direct consumer impact application.
Another important application that was also addressed early was the non-stick cookware industry. The PFAS-free solution in this case is ceramic cookware coatings. These use the metal surface of the cookware to their advantage and react it with sol-gels of silica and organosilanes at high temperature. These coatings provide the non-stick properties but are not always as durable.
Superhydrobicity and oleophobicity have been studied extensively in the academic community. A good review article can be found here. Meso-structuring of a low surface energy pendant chain is important to achieve this ultimate repelling behavior. Mono-functional PFAS or silicone species are commonly used as the low surface energy pendant with each giving similar results.
We have had some success instilling oleophobicity with our technologies. The general approach we are taking is using silicon Q resins and/or monofunctional reactive silicones to “structure” in situ.
Approach and Early Results
We published that linear organosilicone materials with chemical anchors on the organic appendages offer some oleophobicity as gauged by their stain resistance. While the results are not at the level of the best PFAS, there is significant improvement, comparable to or better than our perfluoro ~C4F9 based fluoroalkyl silicone products.
We have seen oleophobicity with our film forming emulsions, which are chemically very similar to the T resin ceramic approach taken by the cookware industry. These involve silicones reacted with organo trialkoxysilanes resulting in organic groups that are structured within the matrix. We theorize that this structuring is necessary for oleophobicity.
We have also seen oleophobicity with our trimethoxysilane functional silicone polymers that can react at both ends of the polymer chain and provide organization and spacing to the film.
We noted oleophobicity with our MDTQ resins (Figure 1). These resins have silicon atoms with four oxygen bonds (Q groups) that provide a strong matrix. They also involve trialkoxy (T) and dialkoxy (D) silicone groups which can space and anchor pendant groups providing the structuring of the pendant chains.
Figure 1. Vegetable Oil Beading with DTQ Resin Treated Cardboard
Following this hypothesis, we continued to pursue unique chemistries that can mimic this structuring in the matrix. A recent approach results in a strong oleophobic effect uses a proprietary branched silicone with a single reactive point. The idea is to provide structure by adhering the reactive site into the matrix and leaving the slightly branched silicone pendant material to provide low surface energy.
In Figure 2, a UV reactive substance coded DT10 is combined at 5% with an acrylate functional UV resin and cured onto a Q panel. White mineral oil applied to the surfaces of the control and treated panels show beading of the oil with the DT10 treated coating.
Figure 2. Beading of WMO on UV panels. Control is on the left.
We extended this approach into di-functional reactive analogues. These should behave like the TMS materials described above with the two reactive sites providing sufficient structure.
Table 1 shows the products evaluated in this study. These include the monofunctional branched silicone, three difunctional branched silicones, three difunctional linear silicones, and two C4F9 – PFAS/ silicone materials as controls.
Table 1. Structures Evaluated
Code
Reactive Sites
Chemistry
Di25
2
Linear silicone
Di50
2
Linear silicone
Di100
2
Linear silicone
DT10
1
Branched silicone
TDi25
2
Branched silicone
TDi100
2
Branched silicone
TB11
2
Branched silicone
FB10
2
PFAS
FC7
3
PFAS
Referring to Table 2, the branched structures designated with T in its name did significantly better than the others and the PFAS containing materials.
Table 2. Screening Results
Formulation
WCA(°)
WSA(°)
OCA(°)
OSA(°)
Overall Rating
No additive 1
97.9
34.7
40.1
13.0
5.4
No additive 2
82.0
36.7
45.6
11.7
4.8
Di25
93.2
16.0
36.3
11.3
5.6
Di50
100.4
21.0
39.0
11.0
6.2
Di100
95.5
27.3
35.6
12.7
4.7
TDi100
107.4
45.3
67.2
14.7
7.8
FB10 (Fluoro)
69.3
16.7
37.6
13.0
3.6
TDi25
104.8
50.7
68.4
13.7
8.0
TB11
99.8
50.3
65.1
12.0
7.3
We evaluated dose response with TDi100. Looking at the OCA in Table 3, one sees use level increases as OCA increases. The 9% formulation achieves the highest result of 77° OCA with. The lowest use level evaluated, 3%, gave an OCA of 61° that is much higher than no additive and and slightly higher than the PFAS control at 5%.
Table 3. Round 2 Results
Formulation
COFst
COFk
WCA(°)
OCA(°)
WSA(°)
OSA(°)
No additive
0.228
0.199
74.7
39.5
34.0
10.0
5% FC7
0.316
0.283
102.4
57.0
24.0
9.7
3% TDi100
0.154
0.139
100.7
60.8
40.7
14.0
5% TDi100
0.195
0.187
99.3
61.3
39.0
11.3
7% TDi100
0.164
0.141
100.5
73.8
42.0
14.0
9% TDi100
0.164
0.152
101.8
77.0
49.7
16.0
11% TDi100
0.195
0.168
105.2
75.5
57.3
17.0
3% Di100
0.213
0.298
93.3
39.2
24.0
9.3
Very recent work has included a monofunctional silicone locked into Siltech T35, a Q resin matrix. This shows exciting improvements in the receding contact angles of mineral oil as well as very good marker release over a fluorosilicone control.
Future work will continue to improve on oleophobicity by fine-tuning this assembly approach.
B. Ruckle, S.-T. Cheung and Y. Luo, Replacing PFAS with Modern Silicon Cross-Linking Moieties to Confer Water and Oil Repellency, Release and Protection Properties, Proceedings of the 51st Waterborne Symposium, New Orleans, LA, 2024.
B. Y. Jeon and S. M. Kim, US Patent 7,879,449, Non-stick Ceramic Coating Composition and Process, 2011.
G. Guerrero-Vacas, F. Comino and O. Rodríguez-Alabanda, Evaluation of the Effectiveness and Durability of Commercial Non-stick Coatings, J Food Eng 2024, 370, 111959.
Y. Jiale, C. Feng, Y. Qing, H. Jinglan and H. Xun, Superoleophobic Surfaces, Chem Soc Rev 2017, 46, 4168 – 4217.
B. Ruckle, S.-T. Cheung Ruckle and Y. Luo, Novel Organosilicone Fluoro-free Anti-graffiti Agents, Proceedings of the 43rd Waterborne Symposium, New Orleans, LA, 2016.
B. Ruckle, S.-T. Cheung Ruckle and Y. Luo, Fluoro-Free Anti-Graffiti Properties from a Novel OrganoSilicone, European Coatings Show, 2017.
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Prodotti organosiliconici unici per la sostituzione dei PFAS
Mentre l’industria dei coatings ricerca tecnologie efficaci prive di PFAS, gli organosiliconi stanno emergendo come alternative promettenti per ridurre la tensione superficiale, migliorare l’idrorepellenza e supportare prestazioni di resistenza agli oli.
Bob Ruckle, Seung-Tong Cheung e Yanjun Luo
Siltech Corporation, 225 Wicksteed Avenue, Toronto, ON, Canada
Introduzione
Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono da tempo sotto l’attenzione delle autorità regolatorie negli Stati Uniti e nell’UE. Essendo chimicamente e termicamente stabili, per i PFAS sono disponibili percorsi di degradazione chimica limitati. Essendo sintetici, non esiste un percorso biochimico naturale che consenta alla natura di degradare questi materiali. Di conseguenza, tendono ad accumularsi nell’ambiente.
L’argomento contro l’eliminazione di tutti i composti PFAS è che non tutti i PFAS sono uguali in termini di esposizione o possibile tossicità. Alcuni PFAS presentano un rischio basso e sono estremamente difficili da sostituire.
Il sito web gestito dall’American Chemical Society è un’ottima risorsa per approfondire questo dibattito.
Molti utilizzatori finali sono attualmente alla ricerca di alternative. Non è un compito semplice, poiché i PFAS offrono proprietà e prestazioni uniche. I materiali PFAS consentono di ridurre la tensione superficiale, ridurre il coefficiente di attrito e ottenere idrofobicità, oleofobicità e stabilità chimica. In precedenza abbiamo riportato che i siliconi rappresentano un’eccellente opzione da considerare per applicazioni che si basano sulle prime tre di queste proprietà.
Rimane l’oleofobicità, forse la proprietà dei composti PFAS più difficile da replicare. I semplici trattamenti organosiliconici sono generalmente relativamente inefficaci nel fornire questa oleofobicità.
Materiali oleofobici privi di PFAS sono in fase di sviluppo da parte di numerosi team. Ad oggi, le soluzioni sono generalmente più complesse e meno efficaci rispetto all’uso dei PFAS. Le applicazioni ad alta esposizione sono state le prime a reagire alle normative sui PFAS e alla domanda del mercato. Ad esempio, l’industria del packaging per fast food ha eliminato i PFAS da quasi tutti i propri imballaggi. I nuovi approcci si basano in larga parte su carta trattata con diversi polimeri ad alto peso molecolare, spesso bio-based.
Le aziende cartarie utilizzano inoltre tecniche proprietarie per migliorare le prestazioni delle fibre.
I prodotti cartacei meno impermeabili offrono un’oleofobicità sufficiente per questa applicazione a diretto impatto sul consumatore.
Un’altra importante applicazione affrontata precocemente è stata l’industria delle pentole antiaderenti. In questo caso, la soluzione priva di PFAS è rappresentata dai rivestimenti ceramici per pentole. Questi sfruttano la superficie metallica della pentola e la fanno reagire ad alta temperatura con sol-gel di silice e organosilani. Questi rivestimenti forniscono proprietà antiaderenti, ma non sono sempre altrettanto durevoli.
Superidrofobicità e oleofobicità sono state ampiamente studiate dalla comunità accademica. Qui è disponibile un buon articolo di revisione. La mesostrutturazione di una catena pendente a bassa energia superficiale è importante per ottenere questo comportamento repellente estremo. Specie PFAS o siliconiche monofunzionali sono comunemente utilizzate come gruppi pendenti a bassa energia superficiale, con risultati simili.
Abbiamo ottenuto alcuni risultati nell’introdurre oleofobicità con le nostre tecnologie. L’approccio generale che stiamo adottando utilizza resine siliconiche Q e/o siliconi reattivi monofunzionali per creare una “struttura” in situ.
Approccio e primi risultati
Abbiamo pubblicato risultati secondo cui materiali organosiliconici lineari con ancoraggi chimici sulle appendici organiche offrono un certo grado di oleofobicità, valutato attraverso la loro resistenza alle macchie. Sebbene i risultati non raggiungano il livello dei migliori PFAS, il miglioramento è significativo, comparabile o superiore ai nostri prodotti siliconici fluoroalchilici a base di perfluoro ~C4F9.
Abbiamo osservato oleofobicità con le nostre emulsioni filmogene, chimicamente molto simili all’approccio ceramico con resina T adottato dall’industria delle pentole. Queste prevedono siliconi fatti reagire con organo-trialcossisilani, producendo gruppi organici strutturati all’interno della matrice. La nostra ipotesi è che questa strutturazione sia necessaria per l’oleofobicità.
Abbiamo inoltre osservato oleofobicità con i nostri polimeri siliconici funzionalizzati con trimetossisilano, che possono reagire a entrambe le estremità della catena polimerica e fornire organizzazione e spaziatura al film.
Abbiamo rilevato oleofobicità con le nostre resine MDTQ (Figura 1). Queste resine contengono atomi di silicio con quattro legami con l’ossigeno (gruppi Q), che forniscono una matrice resistente. Comprendono inoltre gruppi siliconici trialcossi (T) e dialcossi (D), che possono distanziare e ancorare i gruppi pendenti, favorendo la strutturazione delle catene pendenti.
Figura 1. Perlinatura dell’olio vegetale su cartone trattato con resina DTQ
Seguendo questa ipotesi, abbiamo continuato a studiare chimiche uniche capaci di imitare questa strutturazione nella matrice. Un approccio recente che produce un forte effetto oleofobico utilizza un silicone ramificato proprietario con un singolo punto reattivo. L’idea è fornire struttura ancorando il sito reattivo nella matrice e lasciando il materiale siliconico pendente, leggermente ramificato, libero di fornire una bassa energia superficiale.
Nella Figura 2, una sostanza reattiva agli UV identificata come DT10 viene combinata al 5% con una resina UV acrilato-funzionale e polimerizzata su un pannello Q. L’olio minerale bianco applicato sulle superfici dei pannelli di controllo e trattati mostra la formazione di gocce sul rivestimento trattato con DT10.
Figura 2. Perlinatura di WMO sui pannelli UV. Il controllo è a sinistra.
Abbiamo esteso questo approccio ad analoghi reattivi difunzionali. Questi dovrebbero comportarsi come i materiali TMS descritti sopra, con i due siti reattivi che forniscono una struttura sufficiente.
La Tabella 1 mostra i prodotti valutati in questo studio. Questi includono il silicone ramificato monofunzionale, tre siliconi ramificati difunzionali, tre siliconi lineari difunzionali e due materiali PFAS/silicone C4F9 utilizzati come controlli.
Tabella 1. Strutture valutate
Codice
Siti reattivi
Chimica
Di25
2
Silicone lineare
Di50
2
Silicone lineare
Di100
2
Silicone lineare
DT10
1
Silicone ramificato
TDi25
2
Silicone ramificato
TDi100
2
Silicone ramificato
TB11
2
Silicone ramificato
FB10
2
PFAS
FC7
3
PFAS
Facendo riferimento alla Tabella 2, le strutture ramificate indicate con T nel nome hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto alle altre e ai materiali contenenti PFAS.
Tabella 2. Risultati dello screening
Formulazione
WCA(°)
WSA(°)
OCA(°)
OSA(°)
Valutazione complessiva
Senza additivo 1
97.9
34.7
40.1
13.0
5.4
Senza additivo 2
82.0
36.7
45.6
11.7
4.8
Di25
93.2
16.0
36.3
11.3
5.6
Di50
100.4
21.0
39.0
11.0
6.2
Di100
95.5
27.3
35.6
12.7
4.7
TDi100
107.4
45.3
67.2
14.7
7.8
FB10 (Fluoro)
69.3
16.7
37.6
13.0
3.6
TDi25
104.8
50.7
68.4
13.7
8.0
TB11
99.8
50.3
65.1
12.0
7.3
Abbiamo valutato la risposta al dosaggio con TDi100. Osservando l’OCA nella Tabella 3, si nota che all’aumentare del livello di utilizzo aumenta anche l’OCA. La formulazione al 9% raggiunge il risultato più elevato, pari a 77° OCA. Il livello di utilizzo più basso valutato, 3%, ha fornito un OCA di 61°, molto superiore al campione senza additivo e leggermente superiore al controllo PFAS al 5%.
Tabella 3. Risultati del Round 2
Formulazione
COFst
COFk
WCA(°)
OCA(°)
WSA(°)
OSA(°)
Senza additivo
0.228
0.199
74.7
39.5
34.0
10.0
5% FC7
0.316
0.283
102.4
57.0
24.0
9.7
3% TDi100
0.154
0.139
100.7
60.8
40.7
14.0
5% TDi100
0.195
0.187
99.3
61.3
39.0
11.3
7% TDi100
0.164
0.141
100.5
73.8
42.0
14.0
9% TDi100
0.164
0.152
101.8
77.0
49.7
16.0
11% TDi100
0.195
0.168
105.2
75.5
57.3
17.0
3% Di100
0.213
0.298
93.3
39.2
24.0
9.3
Lavori molto recenti hanno incluso un silicone monofunzionale immobilizzato in Siltech T35, una matrice di resina Q. Questo mostra interessanti miglioramenti negli angoli di contatto recedenti dell’olio minerale, oltre a un’ottima rimozione dei pennarelli rispetto a un controllo fluorosiliconico.
I lavori futuri continueranno a migliorare l’oleofobicità perfezionando questo approccio di assemblaggio.
B. Ruckle, S.-T. Cheung and Y. Luo, Replacing PFAS with Modern Silicon Cross-Linking Moieties to Confer Water and Oil Repellency, Release and Protection Properties, Proceedings of the 51st Waterborne Symposium, New Orleans, LA, 2024.
B. Y. Jeon and S. M. Kim, US Patent 7,879,449, Non-stick Ceramic Coating Composition and Process, 2011.
G. Guerrero-Vacas, F. Comino and O. Rodríguez-Alabanda, Evaluation of the Effectiveness and Durability of Commercial Non-stick Coatings, J Food Eng 2024, 370, 111959.
Y. Jiale, C. Feng, Y. Qing, H. Jinglan and H. Xun, Superoleophobic Surfaces, Chem Soc Rev 2017, 46, 4168 – 4217.
B. Ruckle, S.-T. Cheung Ruckle and Y. Luo, Novel Organosilicone Fluoro-free Anti-graffiti Agents, Proceedings of the 43rd Waterborne Symposium, New Orleans, LA, 2016.
B. Ruckle, S.-T. Cheung Ruckle and Y. Luo, Fluoro-Free Anti-Graffiti Properties from a Novel OrganoSilicone, European Coatings Show, 2017.
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